foto gentilmente concessa dal dott. Federico Miani
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    Escursionismo 31-01-2016 Pale di San Martino - Col dei Cistri
    di Stefania G.
    Domenica definita da molti come primaverile o autunnale: un tiepido sole ci ha riscaldato e coccolato accompagnandoci durante l'escursione. La Val Canali è considerata una delle più belle valli alpine e rappresenta l'accesso meridionale al gruppo dolomitico delle Pale di San Martino. E' stato interessante, lungo il percorso, soffermarsi a guardare i molti esemplari di abete bianco e rosso che si stagliavano alti e “longilinei” contrastando con faggi decisamente ricchi di polloni. Le faggete, soprattutto quelle localizzate a basse quote, sono interessate da tempo da una forma di governo abbastanza diffusa: la ceduazione. Questo tipo di coltura forestale, in uso soprattutto nel passato, prende origine dalla “capacità pollonifera” posseduta da alcune latifoglie arboree. Queste infatti, se tagliate a ceppo, sono in grado di emettere germogli da gemme situate sul “colletto”, ovvero sulla parte basale del tronco posta tra radici e fusto. I germogli, sviluppandosi, in genere danno origine a più “polloni”, a più fusticini, nella medesima ceppaia. Questi polloni manifestano nei primi anni una rigogliosa vegetazione e sono adatti per la produzione di legna da ardere, piccola paleria e carbone, prodotti che un tempo rappresentavano l’unica, essenziale, risorsa energetica. In parte abbiamo seguito il sentiero Tonadico-Cimerlo, fino a Prà Cimerlo dove c’è uno splendido esempio di ristrutturazione di un antico tabià, effettuato dal Parco Naturale Paneveggio- Pale di San Martino, con tanto di tetto a scandole. I manti di copertura in scandole lignee, oggi piuttosto rari da trovare in territorio italiano, sono la testimonianza di una tecnica costruttiva antica e un tempo molto diffusa anche nel nostro Paese. Il termine stesso, “scandola”, proviene dal latino: Scandolae-arum con il significato di: assicelle, asserelli, schegge, principalmente per coprire i tetti. Sono diffuse maggiormente in Alto Adige e in alcune zone del Trentino e del Veneto ove, in qualche area, sono ancora in netta prevalenza rispetto ad altri manti di copertura. Nel resto della penisola italiana le scandole sono invece rarissime e risultano segnalate in singole e specifiche località. Le tecniche costruttive, come i materiali e gli accorgimenti adottati nella realizzazione delle coperture in scandole, variano sensibilmente non solo da regione a regione ma anche da una valle all’altra, all’interno dello stesso territorio provinciale. Pranzo e relax una volta giunti a Col dei Cistri prima di rientrare.
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